GRUPPI DI LAVORI SUI SOGNI

I sogni offrono punti di vista inattesi

Qual è l’obiettivo?

A differenza dalla classica interpretazione dei sogni, il lavoro sui sogni non ha come obiettivo quello di trovare l’unico “vero” significato di un sogno ma di riconoscere e valorizzare semplicemente le varie immagini e emozioni evocati. In questo modo il sogno rimane vivo invece di essere risolto in un messaggio preciso e inequivocabile. Il lavoro sui sogni parte dal presupposto che i sogni abbiano molti livelli di significati e che ogni sognatore si esprima con un suo personalissimo linguaggio e simbolismo onrico. Ogni immagine, simbolo, oggetto o persona acquisice valenze differenti da persona a persona e il senso di un’immagine può anche trasformarsi completamente nel corso della vita.

Come si svolge?

Il numero di un gruppo di lavoro sui sogni va da un minimo di sei, a un massimo di dieci partecipanti. Gli incontri si svolgono una volta a settimana per due ore. Durante ogni incontro viene lavorato su due o tre sogni raccontati dai partecipanti. Il lavoro procede per una serie di domande al sognatore, in primo luogo volte a comprendere in dettaglio il contenuto del sogno e le emozioni affiorate.

Non è una terapia di gruppo. Non ci si addentra nel vissuto troppo personale o intimo del sognatore e si rimane sempre molto vicino alla narrazione del sogno specifico raccontato. Durante questo percorso al sognatore si possono rivelare varie letture del sogno e può essere ispirato a cogliere connessioni con la propria vita che in un primo momento non erano in evidenza.

Jeremy Taylor, uno dei più conosciuti conduttori di gruppi di lavoro sui sogni (“dreamwork”), spiega: “Ogni sogno arriva al servizio della salute e per diventare interi. Questo vale anche per gli incubi”. E inoltre: “Nessun sogno arriva per esprimere ciò che si sa già. Tutti i sogni offrono punti di vista inattesi, aprono a nuove intuizioni e invitano a una più ampia comprensione”.

I partecipanti del gruppo possono in conclusione formulare delle ipotesi su come avrebbero inteso il sogno se fosse stato il loro sogno. Queste fantasie espresse dai partecipanti non sono da fraintendere come interpretazioni ma rappresentano solo ulteriori stimoli per la riflessione per il sognatore. Perché, in fin dei conti, la regola d’oro di ogni gruppo di lavoro sui sogni è: Il sognatore ha sempe ragione!